{"id":8153,"date":"2020-05-11T18:14:26","date_gmt":"2020-05-11T16:14:26","guid":{"rendered":"https:\/\/museodigitale.borghieccellentilucani.it\/en\/?page_id=8153"},"modified":"2023-05-05T08:39:49","modified_gmt":"2023-05-05T06:39:49","slug":"accoglienza","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/museodigitale.borghieccellentilucani.it\/en\/accoglienza\/","title":{"rendered":"Accoglienza"},"content":{"rendered":"\n<p>La Basilicata \u00e8 una regione che ha puntato molto sulla valorizzazione e promozione delle sue peculiarit\u00e0 enogastronomiche.<\/p>\n\n\n\n<p>Difatti la regione vanta un patrimonio di ulivi di primissima qualit\u00e0. Questa vocazione si esprime attraverso una pregiata manifattura di olive da tavola e di squisiti oli. Le olive di Ferrandina sono celeberrime: si consumano essiccate ed infornate od in salamoia. Da esse si ricava un olio delicato e fruttato dal colore d&#8217;orato e dalle venature color rame. Ugualmente assai pregiati sono l&#8217;olio d&#8217;oliva del Vulture, prodotto ad una altitudine che garantisce l&#8217;assenza di attacchi da parte di mosche olearie, dal sapore mandorlato ed amarostico, l&#8217;olio delle colline materane, il pi\u00f9 fruttato degli oli lucani, ideale per le insalate, e l&#8217;olio Missanello, da olive maiatiche di Ferrandina.<\/p>\n\n\n\n<p>Fra le delizie del tagliere, vera e propria vocazione fisiologica della Lucania, ricordiamo: i formaggi di Moliterno, come il canestrato, a pasta dura, aromatico e piccante, e il casieddu, dolce cacioricotta caprino. Il padraccio, caprino, generalmente consumato fresco e il pecorino di Filiano, ovocaprino a pasta dura ed aromatico. In Lucania, come in altre regioni dell&#8217;Appennino meridionale, si producono ottimi caciocavalli podolici.<\/p>\n\n\n\n<p>Gustose sono le soppressate lucane, chiamate soperzate, di Lagonegro, Lauria e Tricarico, e la lucanica, tanto famosa da esserne utilizzato il nome per definire la salsiccia anche fuori dalla regione: ne esistono due versioni, con o senza strutto. Strepitosa \u00e8 la pezzenta a base di testina, interiora e nervetti di maiale, tagliati a punta di coltello ed aromatizzati, e la vecchiareddra di Rotonda, a base di interiora e cotica.<\/p>\n\n\n\n<p>Altre prelibatezze autoctone sono i pani: pregiato il pane di grano duro di Acerenza, capace di conservarsi fragrante anche per 15 giorni, e quello di Matera IGP.<\/p>\n\n\n\n<p>Fra le specie tipiche vi segnaliamo i maruchedd, ovvero i fagioli di tipo borlotto e cannellino di Sarconi IGP, il fagiolo poverello di Rotonda IGP, il peperone di Senise che si mangia anche come snack tradizionale essiccato, salato e fritto, la castagna marroncina di Melfi e la melanzana rossa di Rotonda DOP, ottima sott&#8217;olio o sott&#8217;aceto.<\/p>\n\n\n\n<p>Per iniziare la libagione si ricorre volentieri alle gustose minestre, a base di specie tipiche, come l&#8217;impastata:, la zuppetta, l&#8217;imbrogliata, la cialledda: imperdibile \u00e8 u callaridd, a base di provolone, cicoria, sedano cipolle e foglie di vite, e l&#8217;acquasale, con uova, cacioricotta e pane raffermo. La cipuddata \u00e8 una zuppa di baccal\u00e0, anguille e porri. La pulliata \u00e8 una zuppa tipica di San Giorgio Lucano. La ciaudedda si fa con fave, patate e carciofi. Strepitoso \u00e8 il pancotto, a base di zuppa di porri.<\/p>\n\n\n\n<p>Fra i primi si cucinano soprattutto cavatelli, strascinati, fusilli, minnicchi (sorta di bucatino gigante lavorato a mano e con i ferri), macquarnare (simili a delle piccole lasagne) e le lagane: queste paste si sposano volentieri con sughi di lucanica e ricotta; con salse rosse a base di ricotta ed agnello; con fagioli o ceci o cicerchie, in bianco o colla salsa (da provare le immancabili lagane e ceci), rafanati, cio\u00e8 con rafano, pecorino, uova, pomodoro e la mollica del pane; lardellati, con peperoni, menta e rafano; con il sugo di fiori di zucca, a base anche di zucchine e patate. A Matera si preparano anche le orecchiette, alla materana, con fior di latte, agnello, pecorino e salsa di pomodoro, o alla moda apula, con le cime di rapa. Gli strangolapreti alla potentina sono una ghiottoneria a base di guanciale, pecorino e carne di maiale cotta al vino. Il mischiglio \u00e8 una fettuccia a base di farine di ceci, fave e semola, condite con la salsa ed il cacioricotta. Gli strangolapreti con lo ntruppc, si preparano con una mista di vitello, maiale, salsiccia e l&#8217;amato pecorino.<\/p>\n\n\n\n<p>Molto amato il baccal\u00e0, anche per preparare sughi per la pasta: col pomodoro, o in bianco coi fagiolini.<\/p>\n\n\n\n<p>Fra i secondi regnano agnelli e pecore: il cutturid \u00e8 l&#8217;agnello in umido e piccante; il cucinidd si prepara con l&#8217;agnello, la salsiccia, i pomodori, la pancetta ed il formaggio; l&#8217;aine sapurit si cucina con i cosciotti d&#8217;agnello, il vino, le acciughe e lo strutto; migliatello e migliatidd sono involtini di interiora di agnello o capretto che farciscono una fetta di pancetta col formaggio. Superba \u00e8 la pecora alla materana, a base di soppressata, pomodoro, pecorino e patate.<\/p>\n\n\n\n<p>La presenza di importanti centri di lavorazione dello stoccafisso sullo Ionio, rende il baccal\u00e0 una delle pietanza principi della dieta lucana, soprattutto nel potentino e ad Avigliano. Si prepara al forno, fritto, in agrodolce, con un&#8217;infinita variet\u00e0 di peperoni &#8211; anche sott&#8217;aceto, come i cimaruli (peroncini) o i cruschi (i peperoni di Senise) &#8211; in umido (a ciauredda), con le pupazzelle \u2018a cumposta &#8211; ovvero con briciole, le patate e le acciughe \u2013 all&#8217;insalata con i pomodori secchi, coi fiori di zucca e a polpette, preparate con formaggio, uovo, prezzemolo e pane strizzato.<\/p>\n\n\n\n<p>Deliziosa \u00e8 la rafanata, sorta di souffl\u00e8 di patate al rafano.<\/p>\n\n\n\n<p>Molto diffusi anche piatti di regioni limitrofe, come la minestra maritata e il soffritto d&#8217;interiora, di influenza napoletana e la alici arraganate, pugliesi.<\/p>\n\n\n\n<p>Ricca la scelta di dolci. Da provare le ncartellate, a base di vin cotto e cannella, i calzoni, a base di cacao, castagne e ceci, le copete, con mandorle e cannella, e le ossa di morti con anice e limone.<\/p>\n\n\n\n<p>In Basilicata potrete bere uno dei rossi pi\u00f9 prestigiosi del panorama enologico nazionale: l&#8217;Aglianico del Vulture. Altre prestigiose denominazioni sono il DOC Terre dell&#8217;alta Val d&#8217;Agri e Matera.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La Basilicata \u00e8 una regione che ha puntato molto sulla valorizzazione e promozione delle sue peculiarit\u00e0 enogastronomiche. 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