{"id":11179,"date":"2023-01-10T14:42:53","date_gmt":"2023-01-10T13:42:53","guid":{"rendered":"https:\/\/museodigitale.borghieccellentilucani.it\/it\/?post_type=borghi&#038;p=11179"},"modified":"2023-12-05T17:29:36","modified_gmt":"2023-12-05T16:29:36","slug":"san-severino-lucano","status":"publish","type":"borghi","link":"https:\/\/museodigitale.borghieccellentilucani.it\/it\/borghi\/san-severino-lucano\/","title":{"rendered":"San Severino Lucano"},"content":{"rendered":"\n<p>Allocato ai piedi del Monte Pollino e di Timpa della Guardia, impreziosito dai corsi d\u2019acqua dei torrenti Peschiera e Frido che scorrono fino al suggestivo Bosco Magnano, si trova San Severino Lucano uno tra i borghi pi\u00f9 pittoreschi della provincia di Potenza, punto di partenza e di arrivo di escursioni, pellegrinaggi e passeggiate tra le bellezze del Parco Nazionale del Pollino. Il paese custodisce piccoli tesori architettonici e culturali che comunicano l\u2019intima atmosfera del borgo. Chiese, portali lapidei e palazzi databili nella seconda met\u00e0 del XIX secolo, mulini ad acqua per la molitura dei cereali sono la testimonianza della presenza di attivit\u00e0 artigiane e manifatturiere. I suggestivi vicoletti tipici dei paesi di montagna su cui affacciano balconcini decorati di fiori che abbelliscono ogni angolo del paese e delle sue pittoresche frazioni. Frazioni che si estendono sul territorio offrendo ognuna una sua peculiarit\u00e0. Mezzana e dintorni hanno\u202fcostruzioni tipiche in pietra e vicoli caratteristici che richiamano i paesaggi montani. A partire da valle tanti sono i sentieri. Abbiamo quelli che portano il visitatore al recinto di adattamento del Cervo (loc. Bosco Magnano), e poi quello del Torrente Peschiera e di Bosco Magnano, delle Pietre Tonanti, di Timpa della Guardia, del Pellegrino, del Monte Pelato e Acqua Tremola, delle Gole di Jannace e il sentiero lungo il Fosso Arcangelo e quello della Valle dei Mulini lungo il Frido.&nbsp;<br><br>San Severino Lucano \u00e8 un paese di recente fondazione, sorge nel periodo dei primi venti anni del secolo XVI, secondo lo storico Giacomo Racioppi. Sulle origini del paese ci sono due ipotesi: la prima, sostenuta dallo storico Giovanni Di Giura, afferma che San Severino \u00e8 stato fondato dai monaci cistercensi della vicina abbazia di Sagittario. Questi costruirono, nella localit\u00e0 da noi oggi abitata, poche case per alloggiare i propri servi e coloni. In origine questa terra era in feudo della celebre famiglia principesca dei San Severino che donarono ai monaci questa contrada da loro poi battezzata col nome di Casale di San Severino per onorare i benefattori. Secondo, lo storico Perrella e la tradizione popolare orale, l&#8217;origine di San Severino si fa risalire ad alcuni fuggiaschi, originari di Castelsaraceno, che vollero sottrarsi a gravi prepotenze del barone del loro paese. Entrambe le ipotesi possono considerarsi veritiere. Un primo nucleo stabile di abitatori doveva essere a San Severino tra la fine del 1400 e gli inizi del 1500. A questo primo nucleo si sarebbero aggregati esuli di Castelsaraceno. La denominazione di Casale di San Severino rimase sino al secolo scorso e dal 1862 prese l&#8217;attuale nome di San Severino Lucano. Nel 1796 il numero dei suoi abitanti \u00e8 salito a 2200 secondo lo storico Francesco Sacco e nel 1871 il paese contava 5515 abitanti. Il numero degli abitanti \u00e8 andato man mano diminuendo ed oggi ce ne sono 2226. In questa terra si trovavano gi\u00e0 nel secolo scorso: una Parrocchia sotto l&#8217;invocazione di Santa Maria dell&#8217;Abbondanza e di San Vincenzo. Con l&#8217;abolizione della feudalit\u00e0, San Severino si organizz\u00f2 in Comune nel 1806. San Severino fu interessato dal fenomeno del brigantaggio. Tra il 1880 e il 1905 nel nostro paese ci fu una massiccia emigrazione transoceanica. Parecchi nostri paesani se ne andarono in America in cerca di fortuna e l\u00e0 si sistemarono definitivamente. Il tenore di vita dei sanseverinesi, la met\u00e0 del XIX secolo, era bassissimo. Per la posizione geografica e per la mancanza di strade, il commercio era scarso. L&#8217;occupazione principale dei Sanseverinesi era l&#8217;agricoltura associata alla pastorizia. I piccoli fondi erano coltivati secondo antiche tradizioni; relativamente fiorente era la pastorizia. In autunno le mandrie scendevano dai monti per andare a svernare nelle pianure bagnate dal mare Ionio. Anche le attivit\u00e0 artigiane e manufatturiere erano quasi allo stato primitivo. Si conoscevano solo i mulini ad acqua per la molitura dei cereali e le gualchiere per assodare i grezzi tessuti di cotone, di canapa e di ginestra. In ogni famiglia c&#8217;era il telaio casalingo per la filatura e tessitura della lana e del cotone, la quasi totalit\u00e0 delle donne erano filatrici. L&#8217;attivit\u00e0 tessile domestica \u00e8 scomparsa venti, trenta anni fa. C&#8217;erano anche piccoli opifici, in cui si fabbricavano chiavi, serrature, cerchi da botti ed altri lavori in ferro; qualche cava e stabilimento per la cottura della calce. Fiorente, invece, era l&#8217;industria del legname e del carbone. Sin dal 1822, infatti, sulla sponda destra del Frido, in localit\u00e0 Mezzana, vi era una segheria idraulica per la lavorazione del legno. Dal 1930 al 1933 a San Severino (contrada Olmo) funzionava una segheria impiantata per iniziativa dei fratelli Colucci di Roma. Tronchi ultrasecolari di faggi e di abeti venivano portati dalle montagne nelle segherie per essere lavorati.&nbsp;<br><br>Una delle vere attrazioni artistico-culturali, letteralmente calata nel paesaggio del territorio di San Severino Lucano, \u00e8 l\u2019opera di arte contemporanea \u201cRB- RIDE\u201d, la \u201cGiostra rallentata\u201d di Carsten H\u00f6ller, una ruota panoramica con 12 braccia o navicelle, su cui possono salire 24 persone per volta.&nbsp;<br><br>L\u2019originale attrattiva che rientra in un percorso di opere di arte contemporanea realizzate da artisti di fama mondiale e allocate nei paesi del Pollino, permette a chi vi sale sopra di fare un giro con un movimento lentissimo, 15 minuti di \u201ccalma\u201d per la contemplazione del paesaggio naturale mozzafiato che da l\u00ec si pu\u00f2 godere. Timpa della Guardia \u00e8 a oltre mille metri di altezza, dalla sua cima \u00e8 possibile ammirare da un lato le vette pi\u00f9 alte del Pollino e dall\u2019altra la valle del Sinni con lo splendido scenario della diga di Monte Cotugno.&nbsp;<br><br>Il Santuario della Madonna di Pollino, a 1.527 metri sopra il livello del mare, \u00e8 una vera oasi di pace, un angolo per la terapia dello spirito che dalla amena vetta dona serenit\u00e0 ai cuori.&nbsp;<br><br>A pochi metri \u00e8 posta una splendida scultura in bronzo alta 2,20 metri, realizzata dall\u2019artista Daphn\u00e8 Du Barry, raffigurante la Vergine, una Madonna non statica, ma colta nell\u2019atto di esporre il proprio bambinello verso la valle, suggellandone l\u2019immagine benedicente rivolta a tutti gli abitanti della vasta area del Pollino lucano.&nbsp;<br><br>L\u2019area del Santuario rappresenta il punto di partenza ideale per le escursioni sulle vette pi\u00f9 alte del Parco del Pollino e quindi Serra di Crispo, Serra delle Ciavole, Monte Pollino, Serra del Prete e Dolcedorme.&nbsp;<br><br>La chiesa di Maria Santissima degli Angeli\u202fdall\u2019imponente architettura in stile romanico \u00e8 a tre navate e al suo interno si accede attraverso un pregevole portale. Subito si nota una bella volta lignea e, man mano che ci si addentra, si svelano i nove altari di marmo multicolore e un suggestivo crocifisso ligneo del \u2018500. La Chiesa di San Vincenzo Ferreri. Nella parte alta sorge la chiesa di San Vincenzo, Tempio che si eleva su una zona incantevole e poco sovrastante l\u2019abitato risale al 1765.&nbsp;&nbsp;<br><br>A Cropani, la\u202fChiesa\u202fdi recente costruzione, dedicata a\u202fSan Francesco di Paola.&nbsp;<br>A Mezzana la\u202fCappella della Madonna dell\u2019Abbondanza.&nbsp;<br>A Villaneto la\u202fCappella della Madonna del Carmine.&nbsp;<br><br>Si possono fare escursioni libere o guidate a piedi o con automezzi autorizzati, a cavallo o in Mountain Bike e per gli esperti arrampicate su pareti attrezzate o passeggiate con sci di fondo. C\u2019\u00e8 poi un attrezzato Parco Avventura, qui immersi nella natura, \u00e8 possibile fare una serie di percorsi composti da ponti tibetani, ponti oscillanti e reti da arrampicata studiati per le diverse esigenze di bambini, ragazzi e adulti. <br><br>A partire da valle il sentiero che conduce al recinto di adattamento del Cervo (loc. Bosco Magnano), quello del Torrente Peschiera e di Bosco Magnano, delle Pietre Tonanti, di Timpa della Guardia, del Pellegrino, di Monte Pelato e Acqua Tremola, delle Gole di Jannace e il sentiero lungo il Fosso Arcangelo e della Valle dei Mulini lungo il Frido.&nbsp;<br><br>Nella frazione Mezzana si trova il museo della Civilt\u00e0 contadina, che conserva elementi che ricordano la nostra cultura contadina ed artigiana che si \u00e8 protratta nei secoli. A Mezzana c\u2019\u00e8 poi il PALAFRIDO, una struttura multimediale diventata \u201ccustode\u201d di storia e tradizione, al suo interno uno spazio \u00e8 occupato dal Museo Laboratorio della Fauna Minore, noto anche e forse pi\u00f9, come Museo delle Farfalle, esso rappresenta un momento di approfondimento scientifico delle varie specie di insetti presenti nel territorio. Nella stessa struttura c\u2019\u00e8 anche un\u2019altra vetrina importante \u201cKeramos\u201d il museo delle sculture contemporanee che presenta opere di artisti di tanti paesi del mondo. Nel Centro Visita, una bella esposizione di Cronologia geologico \u2013 paleontologica e tre plastici riguardanti il territorio del Parco, il fenomeno carsico e il Mulino Iannarelli. A poca distanza da Mezzana \u00e8 possibile visitare le sorgenti del Frido.&nbsp;<br><br>San Severino Lucano ha un piccolo patrimonio di dipinti murali. Nella frazione Mezzana sono presenti diversi murales realizzati negli anni addietro e che ritraggono scene della vita e dell\u2019attivit\u00e0 contadina. Tra San Severino centro e Mezzana \u00e8 presente un percorso mariano fatto di dipinti murali e destinato a crescere. Dai ruderi dell\u2019abbazia del Sagittario al tempio dedicato alla Vergine del Pollino numerose sono le testimonianze dell\u2019arte e dell\u2019architettura del luogo.&nbsp;<br><br>San Severino lucano ha dato i natali a Gregorio Strozzi, organista e compositore italiano, che nacque a San Severino Lucano intorno al 1615. A Napoli, dove si era trasferito, perfezion\u00f2 gli studi musicali con G.M. Sabino e prese gli ordini sacri. Nel 1634 ottenne nella chiesa dell\u2019Annunziata il posto di organista lasciato vacante dal Sabino per la nuova nomina a maestro di cappella, in tale posizione era ancora nel 1643, nonostante una promessa di promozione da organista ordinario a maestro di cappella o a I\u00b0 organista. Noto pure come didatta di canto, appare designato coi titoli di abate, doctor in utroque jure e protonotario apostolico. L\u2019opera di maggiore interesse nell\u2019ambito della produzione di Strozzi \u00e8 \u201cCapricci da sonare cembali et organi\u201d, concepita nella tradizione della cosiddetta scuola \u201ccembalo-organistica\u201d napoletana. Stampata in partitura comprende 3 capricci veri e propri, 3 ricercate, 3 sonate, 4 toccate, 3 gagliardi, 1 madrigale diminuito, 8 correnti, 2 balletti, 1 ballo e 3 serie di var., vale a dire quasi tutti i generi di musica per tastiera del tempo. Accanto alla sua appartenenza alla scuola napoletana, sono presenti in Strozzi altri aspetti diversi: un gusto spiccato per cromatismi, arditezze armoniche e dissonanze che convive con un senso della scrittura dotta e severa; una certa inclinazione per l\u2019originalit\u00e0 che si denota nell\u2019impiego di figurazioni e abbellimenti insoliti ed estrose relazioni armoniche. Si pu\u00f2 cogliere un nesso fra quest\u2019opera e quella dei suoi predecessori quali Frescobaldi e Trabaci, individuabile, ad es. nei capricci (concepiti come susseguirsi di var. contrappuntistiche, secondo la forma Frescobaldiana), nelle ricerche che, con pi\u00f9 temi trattati contemporaneamente, riportano a Trabaci. All\u2019es. unito di entrambi si possono ricondurre le toccate, mentre le 3 sonate rivelano pi\u00f9 spiccatamente l\u2019influenza di Frescobaldi, appartenendo al genere della canzona \u2013 variazione con passaggi da una sezione all\u2019altra in stile recitativo e toccatistico. Queste affinit\u00e0 con opere antecedenti giustificano molte perplessit\u00e0 che nascono dalla considerazione della tardiva data di pubblicazione (1687) e rendono inclini a considerare questi lavori composti nella prima met\u00e0 del secolo e pubblicati con sensibile ritardo. Interessante \u00e8, infine, la dicitura <em>\u201cPassa Y calla\u201d<\/em> (in spagnolo, \u201cpassa e taci\u201d) posta all\u2019inizio della Toccata de Passacagli che conduce l\u2019opera e che pu\u00f2 essere presa in considerazione per la dibattuta spiegazione del significato della parola \u201cpassacaglia.\u201d&nbsp;<br><br>Il paese ha visto nascere e poi operare il capitano Jannarelli e Serafina Ciminelli e conserva i resti di una pagina di storia vissuta. A Caramola c\u2019era e c\u2019\u00e8 la \u00abgrotta dei Briganti\u00bb.&nbsp;<br>Nei pressi di San Severino esiste una contrada detta \u00abfosso del brigante\u00bb, triste ricordo del brigantaggio locale. Ai piedi di Timpa Vitelli si apre l\u2019omonima grotta detta anche \u00abdei briganti\u00bb, dove fu tenuto segregato nel 1863 il signor Nicola Grimaldi, il comandante della Guardia Nazionale di Francavilla sul Sinni che fu bruciato vivo nonostante fosse stato pagato un cospicuo riscatto.&nbsp;<br>Altra testimonianza della frequentazione di detta grotta le scritte incise nella parete destra della cavit\u00e0 \u00ab<em>1856 se piglia je un\u00e0 5 visacce di dinari\u00e0\u00bb<\/em>.&nbsp;<br><br>Regina della cucina \u00e8 la patata una prelibatezza degustabile con ogni prodotto dei campi abbinabile con le delizie del Pollino, dai peperoni di Senise alla Melenzana rossa di Rotonda. I salumi ricavati da suini allevati in loco a livello artigianale, conservano un profumo ed un sapore antico, inalterato dal tempo.&nbsp;<br>I funghi rappresentano il prodotto tipico del sottobosco del Pollino e insieme alle fragoline, more, lamponi, castagne e noci compongono il paniere dello chef arricchito con finocchietto selvatico, ginepro e altri frutti di bosco ingredienti base per deliziosi infusi e liquori artigianali.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Allocato ai piedi del Monte Pollino e di Timpa della Guardia, impreziosito dai corsi d\u2019acqua dei torrenti Peschiera e Frido<\/p>\n","protected":false},"featured_media":11159,"menu_order":30,"template":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/museodigitale.borghieccellentilucani.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/borghi\/11179"}],"collection":[{"href":"https:\/\/museodigitale.borghieccellentilucani.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/borghi"}],"about":[{"href":"https:\/\/museodigitale.borghieccellentilucani.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/borghi"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/museodigitale.borghieccellentilucani.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/11159"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/museodigitale.borghieccellentilucani.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=11179"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}