{"id":12349,"date":"2024-03-29T11:23:18","date_gmt":"2024-03-29T10:23:18","guid":{"rendered":"https:\/\/museodigitale.borghieccellentilucani.it\/it\/?post_type=itinerari&#038;p=12349"},"modified":"2024-03-29T11:39:38","modified_gmt":"2024-03-29T10:39:38","slug":"brienza-percorso-nel-borgo","status":"publish","type":"itinerari","link":"https:\/\/museodigitale.borghieccellentilucani.it\/it\/itinerari\/brienza-percorso-nel-borgo\/","title":{"rendered":"Brienza-Percorso nel Borgo"},"content":{"rendered":"\n<p>Il Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali, con proprio Decreto del 28 aprile 1993, dichiar\u00f2, il<br>castello e l&#8217;intero borgo, di interesse particolarmente importante ai sensi della legge 1089\/1939.<br>Verso la fine del secolo scorso sono stati intrapresi dei complessi lavori di restauro tutt\u2019ora in<br>corso.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Contenuto\/i principali:<\/strong> artistico, storico&nbsp;<br><strong>Mezzi:<\/strong> a piedi&nbsp;<br><strong>Durata itinerario: <\/strong>1 ora&nbsp;<\/p>\n\n\n\n<p><strong>Partenza itinerario: piazza del Sedile<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Ai piedi del borgo, prospicente alla porta sud, questo luogo fin dai primi anni del 1800 \u00e8 documentato come Contrada della Piazza. In seguito prese il nome di piazza del Carmine, per la presenza di una cappella dedicata alla Madonna del Carmine. La piazza \u00e8 nota anche come piazza del sedile, attuale denominazione ufficiale, per la presenza di un sedile\/seggio che era l\u00ec presente fino al diciannovesimo secolo. Queste istituzioni, le cui cariche erano s\u00ec elettive ma riservate ai ceti sociali pi\u00f9 elevate presenti in molti stati italiani contribuivano all\u2019amministrazione cittadina.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>2\u00b0 tappa: Chiazzillo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Lo slargo antistante il settecentesco palazzo Colangelo \u00e8 cos\u00ec denominato perch\u00e9 forma quasi una piccola piazza che si trova in posizione rialzata rispetto all\u2019antistante piazza del sedile. Il palazzo vanta un bellissimo portale d\u2019ingresso ad arco realizzato in pietra e costituito da decorazione a bassorilievo nei conci, dove a sinistra si pu\u00f2 vedere una scena di caccia, a destra un pescatore ed al centro la data 1713 e la lettera &#8220;M&#8221;, (queste ultime data e lettera) oggi non pi\u00f9 presenti. Nella chiave di volta \u00e8 presente una maschera apotropaica che aveva la funzione di proteggere la casa allontanando, col suo aspetto mostruoso, gli spiriti maligni. Nelle formelle presenti alla base dei piedritti \u00e8 raffigurata l\u2019immagine di una colomba che stringe nel proprio becco un serpente, si tratta di una simbologia tipica della cristianit\u00e0 delle origini, ossia il bene (la colomba) che prevale sul male (il serpente).<strong> <\/strong><\/p>\n\n\n\n<p><strong>3\u00b0 tappa: Via Archi<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La stradina deve il suo nome alla presenza di tre archi a tutto sesto, l\u2019ultimo dei quali (a sesto ribassato) \u00e8<br>stato ricavato scavando nella roccia, in questo rione erano presenti alcune chiese oggi non pi\u00f9 esistenti e<br>invece giunto ai nostri giorni l\u2019edificio religioso che ospitava la ruota degli esposti. Le suore che gestivano<br>questa struttura appartenevano ad uno dei numerosi conventi presenti a Brienza sin da tempi remoti.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>4\u00b0 tappa: chiesa di Santa Maria Assunta<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>La chiesa dedicata alla Vergine Assunta in cielo fu edificata tra l\u2019XI\/XII secolo, in stile romanico con<br>l\u2019adiacente campanile prospiciente la facciata principale. La chiesa presenta tre navate ed un\u2019area<br>presbiteriale delimitata da una balaustra settecentesca. Nella prima met\u00e0 del settecento la chiesa, pur mantenendo lo stesso impianto, fu ampliata ed in quell\u2019occasione il campanile fu accorpato all\u2019edificio<br>principale. Al suo interno \u00e8 presente un pregevolissimo altare ligneo in occasione dei lavori di ampliamento, cos\u00ec come in quello stesso periodo fu realizzata la cantoria ligiea sovrastante l\u2019ingresso principale. La chiesa custodisce in oltre alcune statue e alcuni dipinti di pregevole fattura. L\u2019edificio si sviluppa su pi\u00f9 livelli il primo dei quali ospita le terre sante, il secondo una piccola chiesa con annessa cappella, che secondo alcuni storici era la chiesa antecedente, il terzo la chiesa dedicata a Santa Maria Assunta.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>5\u00b0 tappa: Palazzo del Governatore<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>L\u2019edificio realizzato anch\u2019esso nel 1700 si presenta con una forma ad \u201cL\u201d, costituita da due edifici di due<br>epoche diverse. Il palazzo poggia, in parte, direttamente sulla roccia ed \u00e8 composto da tre livelli: durante il periodo in cui l\u2019edificio \u00e8 destinato a ospizio, il piano terra era destinato a deposito e cucine mentre i piani superiori erano destinati agli alloggi degli ospiti. Fu edificato per ospitare il governatore del feudo dei Caracciolo, successivamente ebbe diverse funzioni e infine fu destinato all\u2019ospizio. Il suo ingresso principale si trova di fronte al trecentesco portale in pietra che in illo tempore dava accesso al castello.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>6\u00b0 tappa: castello Caracciolo<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Il Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali, con proprio Decreto del 28 aprile 1993, dichiar\u00f2, il<br>castello e l&#8217;intero borgo, di interesse particolarmente importante ai sensi della legge 1089\/1939. Verso la fine del secolo scorso sono stati intrapresi dei complessi lavori di restauro tutt\u2019ora in<br>corso.<br>Il castello di origine normanna, un documento del 1097 ci parla di un Castrum Burgentie In epoca<br>normanna (X secolo), al tempo di Guglielmo d\u2019Altavilla, si inizi\u00f2 ad edificare (in pietra) inglobando<br>il preesistente mastio (in legno) il castello oggigiorno denominato Castel Caracciolo.<br>Primo Signore del feudo e dell\u2019Oppidum Burgentium (fine XI secolo) fu un certo Aronne.<br>Successivamente ci \u00e8 pervenuto un documento di tale Guillelmo De Saponara il vecchio, da cui si<br>evince che nel 1097 esisteva un Castrum Burgentiae dove egli risiedeva.<br>AI tempi di Federico II della casata degli Hohenstaufen, il castello e il feudo erano detenuti dal<br>nobile Gentile di Petruro, che ne fu privato in seguito all\u2019insurrezione ghibellina. Successivamente<br>il feudo fu assegnato da Federico II di Svevia (stupor mundi) al nobile Gentile da Preturo e nel XIII<br>secolo dagli angioini al de Pancellis, divenendo cos\u00ec parte del Principato Citra. Il 2 novembre 1428<br>la regina Giovanna II vendette al nobile Petraccone Caracciolo la terra di Brienza per 1000 once<br>d\u2019oro. Il maniero, da quel momento, prende nome dalla famiglia Caracciolo, che sono stati feudatari<br>(marchesi) di Burgentia fino al 1875, anno in cui Giulia, non avendo eredi, lo don\u00f2 al nipote Luigi<br>Barracco. Gli Angioini prima e i Caracciolo poi ampliarono il maniero normanno e gli diedero l\u2019attuale forma e dimensione.<br>Il versante esposto a ponente presenta una serie di finestre disposte su due piani, sul lato opposto<br>(levante) si notano le tre torri: quella circolare posta a nord-est \u2013laddove presumibilmente sorgeva<br>il mastio longobardo-, quella semicircolare al centro della cinta muraria e quella quadrata, di<br>epoca normanna, posta pi\u00f9 a sud quasi a ridosso dell&#8217;ingresso principale al di sopra e a guardia<br>della piazza d\u2019armi.<br>Progressivamente assunse forma pi\u00f9 articolata, perse il peculiare carattere difensivo ed accentu\u00f2<br>quello di residenza signorile.<br>Nel XVI secolo il &#8220;Mastio&#8221;, per volere di Marcantonio Caracciolo, fu trasformato in carcere.<br>Una consistente ristrutturazione fu voluta dal marchese mecenate Don Litterio Caracciolo nel XVIII<br>secolo. Anche se la leggenda attribuisce al castello trecentosessantacinque stanze, i vani effettivi<br>erano circa quaranta suddivisi su tre livelli e su due alee. L&#8217;appartamento del marchese Litterio era<br>posto al secondo livello dell\u2019ala di levante, mentre gli ambienti del livello prospiciente la corte<br>erano utilizzati per i magazzini. L\u2019ala di ponente vedeva la presenza di ambienti seminterrati, di cui<br>uno attualmente visibile. Mentre gli ambienti posti al livello superiore erano suddivisi in un grande<br>salone per le adunanze e in spazi destinati alle cucine. Infine, il secondo livello era suddiviso in vari<br>piccoli ambienti che ospitavano la servit\u00f9 e la piccola guarnigione del castello.<br>Il maniero fu parzialmente distrutto dal terremoto del 16 dicembre 1857 e, dopo il Barracco, nei<br>decenni successivi ebbe vari proprietari. Agli inizi del XX secolo, dato lo stato di abbandono ormai<br>sopravvenuto, il castello inizi\u00f2 ad essere adoperato come una vera e propria cava da cui ricavare<br>materiale utile per altri scopi.<\/p>\n\n\n\n<p><strong>7\u00b0 tappa: Area insediamento antico<\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>In questa zona posta nell\u2019attuale borgo medioevale sorgono i ruderi del primo insediamento di Brienza<br>risalente al VI\/VII secolo d.C., questo versante del colle esposto a mezzogiorno offriva una posizione ideale per un insediamento umano infatti era nascosto alla vista di coloro che transitavano nella vallata<br>sottostante, che si apre ai piedi dell\u2019altro versante del colle , ben riparato dai venti e naturalmente difeso<br>dal torrente Pergola che scorre ai piedi del colle e dalla parete ripida e boscosa della montagna che si<br>affaccia sulla riva opposta del torrente. Qui sorgono anche i ruderi della casa natale dell\u2019illustre giurista<br>nonch\u00e9 eroe della repubblica napoletana Francesco Mario Pagano. Dopo l\u2019XI secolo a causa del notevole<br>aumento della popolazione l\u2019insediamento si spost\u00f2 anche sul versante opposto del colle.<\/p>\n\n\n\n<p><strong><strong>8\u00b0 tappa: chiesa San Martino- contrada Trucedda<\/strong><\/strong><\/p>\n\n\n\n<p>Nella zona attualmente denominata Trucedda sorse il primo nucleo dell\u2019insediamento antico, come<br>testimoniato anche da reperti venuti alla luce in seguito ad alcuni scavi archeologici effettuati nella zona.<br>Nell\u2019VIII\/IX d. c. secolo in quest\u2019area venne edificata la chiesa dedicata a San Martino. Di questa chiesa sono giunte a noi soltanto le mura perimetrali e il campanile, in quanto se bene la struttura fosse rimasta quasi intatta dopo il violento sisma del 1857 che distrusse quasi completamente le abitazioni circostanti, la chiesa fu distrutta da un incendio provocato da un fulmine entrato dal campanile che caus\u00f2 anche un decesso e gravissime ustioni alle persone presenti durante la celebrazione domenicale della messa nell\u2019anno 1942. Il sisma del 1980 provoc\u00f2 ulteriori danni e crolli dando alla struttura l\u2019aspetto attuale. A causa di questi luttuosi eventi la chiesa, o per meglio dire ci\u00f2 che ne restava, fu sconsacrata e abbandonata. Al di sotto della pavimentazione della chiesa sono ospitate le terre sante (fosse cimiteriali) che ospitano ancora molti resti umani. Risalendo la chiesa al periodo medioevale presenta il tipico orientamento est-ovest. Nello spiazzo antistante all\u2019ingresso della chiesa si svolgeva fino agli anni 40 un mercato di utensili e prodotti agricoli.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Il Ministero dei Beni Culturali ed Ambientali, con proprio Decreto del 28 aprile 1993, dichiar\u00f2, ilcastello e l&#8217;intero borgo, di<\/p>\n","protected":false},"featured_media":11367,"menu_order":6,"template":"","_links":{"self":[{"href":"https:\/\/museodigitale.borghieccellentilucani.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/itinerari\/12349"}],"collection":[{"href":"https:\/\/museodigitale.borghieccellentilucani.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/itinerari"}],"about":[{"href":"https:\/\/museodigitale.borghieccellentilucani.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/types\/itinerari"}],"wp:featuredmedia":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/museodigitale.borghieccellentilucani.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media\/11367"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/museodigitale.borghieccellentilucani.it\/it\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=12349"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}